This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.
By continuing to browse on this website, you accept the use of cookies for the above purposes.
press_room

mostra fotografica
di Roberto Savio
a cura di Laura Frasca
promossa da Green Whale Space
in collaborazione con De Diseño
5-8 febbraio 2026
De Diseño
Via de' Carbonesi 6
Bologna
www.artcity.bologna.it
A cura di Laura Frasca
L’esposizione fotografica DESIGNED TO BE DELICIOUS di Roberto Savio è un’indagine che si concentra su una speculazione visiva sul futuro del gusto e dell’estetica alimentare.
L’allestimento site-specific crea un dialogo tra il design d’arredo, che plasma lo spazio e l’opera di Savio ed eleva il cibo a oggetto di culto. L’obiettivo è rispondere alla provocazione intellettuale: quale sarà il nostro canone del delizioso domani?
Le opere, tratte da progetti come f53 | Visioni sul futuro del cibo e The Usual but Better – The design of the 3D printed pasta, anticipano tendenze come novel food (insetti, alghe, funghi) e sostenibilità. Savio non ipotizza il futuro, ma lo fotografa come attualità evoluta, evidenziando che il design del cibo è un processo continuo e interconnesso al cambiamento culturale ed ecologico.
La sua fotografia è caratterizzata da una meticolosità tecnica e un dominio luministico che conferiscono al piatto un formalismo pittorico e una dignità museale, trasformandolo in un’architettura concettuale. Il coffee-table book The Usual but Better realizzato per Artisia by Barilla, vincitore del 30th International GOURMAND AWARDS 2025, illustra la creazione di un immaginario concreto della cucina di domani, dove la pasta stampata in 3D è già icona.
L’indagine artistica di Savio si inserisce autorevolmente nella tradizione che ridefinisce il rapporto tra forma e percezione visiva. Il rigore compositivo è debitore del Neoplasticismo di Piet Mondrian, trasformando il piatto in un “campo di forze” geometriche in cui ogni elemento contribuisce a un equilibrio visivo assoluto. Parallelamente, l’opera incarna la lezione della ri-contestualizzazione dell’oggetto appresa da Marcel Duchamp e Andy Warhol: Savio isola il piatto per conferirgli uno
status di culto (ready-made concettuale) e, applicando l’analisi mediatica di Warhol, feticizza il cibo del futuro (funghi, alghe, pasta 3D) trasformandolo in un’icona di lusso e innovazione concettuale, ben oltre la sua funzione nutrizionale.
L’esposizione è un invito a guardare il cibo come un’opera complessa, deliziosa nell’estetica quanto nel gusto, e come cartina al tornasole per comprendere cosa sarà il nostro futuro alimentare.
L’esposizione sarà aperta dal 5 all’8 febbraio 2026
Opening: Giovedì 5 febbraio ore 18 -21
Venerdì 10-12.30 / 16-19
Sabato 10-12.30 / 16-23
Domenica 16-19
White Night: Sabato 7 febbraio apertura serale fino alle ore 23
DESIGNED TO BE DELICIOUS: IL CIBO DEL FUTURO TRA PROGETTO E SUGGESTIONE ESTETICA
In occasione di Arte Fiera nell’ambito di Art City Bologna e in profonda risonanza con il tema concettuale di questa edizione, Cosa Sarà, l’esposizione DESIGNED TO BE DELICIOUS si
configura come un’indagine visiva e speculativa sul divenire del gusto e dell’estetica alimentare.
L’allestimento si dispiega in un ricercato intervento site-specific all’interno di De Diseño, uno spazio che, fin dalla sua genesi negli anni Ottanta, ha elevato il design d’arredo a vera e propria disciplina progettuale. De Diseño è uno studio di architettura e idee mobili nel cuore di Bologna, noto per curare spazi intimi e pieni di sapore, dove la qualità manifatturiera italiana e spagnola è tradotta in soluzioni abitative su misura.
Questa location si rivela la cornice ideale per il progetto di Roberto Savio, stabilendo un ponte concettuale tra due processi di trasformazione: se De Diseño si dedica a plasmare lo spazio in un luogo funzionale e disegnato sull’individuo, l’opera di Savio focalizza l’attenzione su come l’arte e il design elevino la materia prima del cibo (raw material) a un vero e proprio oggetto di culto (cult status). L’esposizione innesca così un eloquente dialogo tra il design per l’abitare e l’estetica sofisticata del design per il mangiare. Nelle vetrine esterne, due immagini emblematiche – tra cui si impone Crème caramel avec Zophobas Morio, l’audace proposta dal progetto #entomophagy – fungono da manifesto e provocazione intellettuale: quale sarà il nostro canone del delizioso domani?
Le scelte curatoriali riflettono l’attuale scenario gastronomico d’eccellenza, dove i concorsi dedicati all’alta cucina non celebrano soltanto la sapienza della ricetta, ma l’assoluta perfezione formale e il design del piatto.
La selezione delle opere è tratta da un corpus di progetti di Roberto Savio che anticipano le tendenze future, tra cui f53 | Visioni sul futuro del cibo e The Usual but Better – The design of the 3D printed pasta.
Questi lavori si attestano come visioni programmatiche che interrogano il nostro futuro alimentare, orientandosi verso nutraceutica, sostenibilità e novel food (insetti, funghi, alghe). L’artista non si limita a ipotizzare il futuro, lo fotografa come attualità evoluta, dimostrando che il progettare il futuro è un processo continuo e stratificato che si interseca con il cambiamento culturale, sociale ed ecologico.
La fotografia di Savio trascende il genere, elevando il soggetto con una meticolosità tecnica e una disciplina compositiva straordinarie. Il suo dominio luministico, quasi ossessivo nella sua precisione, crea pennellate luminose che esaltano la tessitura dell’impiattamento, conferendo alle composizioni un formalismo pittorico degno di una collocazione museale. Il risultato è un’architettura fotografica, frutto di una collaborazione fondamentale con chef come Beatrice Guzzi, in cui il piatto diviene un progetto concettuale studiato per esistere come opera d’arte a sé stante.
L’artista, attraverso la sua lente, assume la responsabilità di indicare una possibile direzione verso cui orientare il nostro personale percorso di food design.
In particolare, il coffee-table book The Usual but Better – The design of the 3D printed pasta realizzato per Artisia by Barilla, vincitore del prestigioso 30th International GOURMAND AWARDS 2025, e le relative immagini esposte, illustrano come Savio sia già responsabile della creazione di un immaginario concreto sulla cucina di domani. Le trenta immagini straordinarie della sezione Le forme 3D in tavola, non sono semplici documentazioni: ognuna di queste immagini, per il suo rigore estetico e la sua visione futuristica, si configura come un vero e proprio oggetto da collezione per gli appassionati di design e alta gastronomia.
Forma, cultura e percezione
L’indagine artistica di Savio si inserisce autorevolmente in quella tradizione che ha ridefinito il complesso rapporto tra forma, cultura e percezione visiva. I riferimenti scelti sottolineano il rigore geometrico alla base della sua composizione e, al contempo, il mutamento di status che l’oggetto alimentare subisce all’interno del suo lavoro.
Il Neoplasticismo di Piet Mondrian fornisce la chiave di lettura per comprendere la disciplina compositiva di Savio. L’artista trasforma il piatto in un vero e proprio campo di forze, definito rigorosamente da linee, curve e geometrie elementari. Il rigore compositivo degli still life fotografati da Savio si allinea concettualmente all’essenzialità mondrianiana, dove ogni elemento – sia esso il cibo, una salsa o la stoviglia stessa – contribuisce a un equilibrio visivo assoluto. Questa struttura ortogonale e la purezza formale richiamano l’essenzialità del Neoplasticismo, dimostrando come il design gastronomico sia, nella sua essenza più profonda, una questione di rapporti spaziali calibrati.
Dalla merce all’icona: la riconcettualizzazione dell’oggetto
L’opera dell’autore incarna la lezione fondamentale della ri-contestualizzazione dell’oggetto appresa da Marcel Duchamp e Andy Warhol. L’atto fotografico di Savio isola il piatto per conferirgli uno status di culto e renderlo un ready-made concettuale, proprio come Duchamp elevava oggetti comuni a ready-made. L’artista sposta l’attenzione dal consumo alla contemplazione. Parallelamente, Savio applica l’analisi mediatica di Warhol con una prospettiva contemporanea: se Warhol feticizzava il cibo di massa, Savio opera il medesimo processo sul cibo del futuro. Le sue immagini esaltano l’artificio tecnologico di progetti avanguardistici, come la pasta stampata in 3D (The Usual but Better) e le materie prime innovative quali alghe e funghi. Attraverso questo sguardo, Savio trasforma la ricerca gastronomica più avanzata in un’icona di innovazione e lusso concettuale, proiettando la nostra cultura alimentare ben oltre la sua funzione pratica e nutrizionale.
DESIGNED TO BE DELICIOUS è, in definitiva, un invito a guardare il cibo come un’opera complessa, studiata per essere deliziosa nell’estetica quanto nel gusto e come cartina al tornasole per comprendere cosa sarà il nostro futuro alimentare e culturale.
Laura Frasca
COMUNICATO STAMPA
ART CITY Bologna 2026 – la fotografia food incontra l’arte contemporanea
DESIGNED TO BE DELICIOUS: un’indagine site-specific sul futuro del gusto tra design 3D, novel food ed estetica alimentare
In occasione di Arte Fiera, nell’ambito di Art City Bologna – in programma dal 5 all’8 febbraio 2026 – la fotografia food entra nel perimetro dell’arte contemporanea con l’esposizione DESIGNED TO BE DELICIOUS From Raw Material to Cult Status: Food as Contemporary Art, una delle mostre curate da Laura Frasca, all’interno di un programma di progetti che esplorano anima, esistenza e futuro, tra palazzi storici e spazi contemporanei.
L’esposizione è promossa da Green Whale Space, in collaborazione con De Diseño, studio di architettura e idee mobili nel cuore di Bologna e si configura come indagine su come si evolveranno gusto ed estetica del cibo. Tra design 3D e novel food, il percorso si confronta con una domanda volutamente provocatoria: quale immaginario definirà, domani, ciò che consideriamo “appetibile” e “iconico”?
Al centro del progetto, l’indagine fotografica di Roberto Savio propone una speculazione visiva in cui il cibo diventa un dispositivo culturale: non solo materia e sapore, ma linguaggio, forma e indice di un cambiamento ecologico e sociale in corso. «Con questo lavoro non intendo immaginare il futuro del food, ma fotografarlo come un’attualità in evoluzione. Il design del cibo è un processo continuo, che cambia insieme ai nostri desideri, alle tecnologie e alla sostenibilità alimentare. Oggi ciò che definiamo “buono” è anche un fatto visivo e culturale, che si riscrive ogni giorno.» – afferma Savio e prosegue – «La mia ricerca artistica vuole interpretare questi cambiamenti e far considerare la food photography come parte dell’arte contemporanea.»
Le opere in mostra, tratte da progetti come f53 | Visioni sul futuro del cibo (https://www.robertosavio.photography/f53-luzzara/) e The Usual but Better – The design of the 3D printed pasta (https://www.robertosavio.photography/the-usual-but-better/), anticipano e rendono tangibili tendenze emergenti – dalla sostenibilità ai novel food (insetti, alghe, funghi) – fino alla costruzione di nuove icone alimentari, come la pasta stampata in 3D, già protagonista del coffee-table book The Usual but Better realizzato per Artisia by Barilla.
L’allestimento crea un dialogo diretto tra il design d’arredo di De Diseño e l’opera fotografica, trasformando lo spazio in un ambiente narrativo in cui estetica e funzione si incontrano. «DESIGNED TO BE DELICIOUS nasce come indagine sul futuro dell’estetica alimentare» – spiega la curatrice Laura Frasca – «Le opere di Roberto Savio presentano al pubblico uno stimolo di riflessione: il cibo si rivela un oggetto complesso quale immagine, cultura e misura del cambiamento. La domanda resta aperta, ed è necessaria: quale sarà il nostro canone del “delizioso”, domani?».
Informazioni al pubblico
Titolo mostra: DESIGNED TO BE DELICIUS – From Raw Material to Cult Status: Food as Contemporary Art
Dove: De Diseño, Via de’ Carbonesi 6, BolognaQuando: 5 – 8 febbraio 2026
Ingresso: gratuito
Giovedì 5 opening, ore 18 -21
Venerdì 6, ore 10-12.30 / 16-19
Sabato 7 white night, ore 10-12.30 / 16-23
Domenica 8, ore 16-19
Crediti
Mostra promossa da Green Whale Space https://www.greenwhalespace.com/
In collaborazione con De Diseño https://dediseno.it/
A cura di Laura Frasca
Opere di Roberto Savio https://www.robertosavio.photography
Credit line immagini / Copyright
© Roberto Savio – Courtesy dell’artista
(Immagini in alta risoluzione disponibili su richiesta per uso stampa con credit obbligatorio)
Contatti
Roberto Savio, info@robertosavio.it, +393482307400, Instagram @roberto_savio

mostra fotografica
di Roberto Savio
a cura di Alessandra Azzolini
17 ottobre - 15 novembre 2025
Mercato Campagna Amica
del Tricolore di Reggio Emilia
Corso Giuseppe Garibaldi 23b
Il titolo dell’esposizione fotografica è chiaramente una provocazione, perché in questi still life non si compie un’attività mimetica e rappresentativa della realtà, ma un’operazione artistica e interpretativa di sublimazione dell’oggetto, che è anche altro da sè. Il termine “ortofrutta” allude sì ai prodotti del mercato contadino, ma invita a considerarli come un universo di valori e di possibilità di sperimentazione, a partire dalle loro caratteristiche: le forme, i colori, i sapori e i profumi, che fanno della materia prima alimentare qualcosa di unico e non replicabile, capace di agire semanticamente.
I soggetti che popolano le 20 fotografie a colori presenti in mostra evocano la ricchezza traboccante dell’immagine classica della cornucopia, il corno dell’abbondanza, da cui fuoriescono la frutta e la verdura di stagione. Un’immagine simbolica che suscita l’allegria, la gratitudine e il rispetto dei frutti della terra, di cui si comporranno i migliori piatti sulle nostre tavole. Le nature morte non vogliono rappresentare il simbolo della caducità della vita, bensì l’invito a guardare il mondo con altri occhi, pieni di stupore di fronte alla bellezza del mondo naturale; in questo senso, la fotografia è l’occasione di avvio del processo conoscitivo che non ha mai fine, come potenzialmente infiniti sono gli oggetti su cui lo sguardo e l’obiettivo dell’artista si posano.
di Alessandra Azzolini
Ortofrutta è il titolo dell’esposizione fotografica di Roberto Savio al Mercato Campagna Amica del Tricolore, a Reggio Emilia. Chiamarlo Ortofrutta è chiaramente una provocazione, perchè in questi still life non si compie un’attività mimetica e rappresentativa della realtà, ma un’operazione artistica e interpretativa di sublimazione dell’oggetto, che è anche altro da sè.
Il termine “ortofrutta” allude sì ai prodotti del mercato contadino, ma invita a considerarli come un universo di valori e di possibilità di sperimentazione, a partire dalle loro caratteristiche: le forme diverse, i colori vivaci, i sapori e i profumi intensi, che fanno della materia prima alimentare qualcosa di unico e non replicabile, capace di agire semanticamente.
La frutta e la verdura, ma anche i legumi, i semi, i cereali, la pasta, il pesce, la carne, le uova, l’olio, le erbe aromatiche popolano le fotografie a colori dell’autore e evocano la ricchezza traboccante dell’immagine classica della cornucopia, il corno dell’abbondanza, da cui fuoriescono i prodotti freschi della stagione. Un’immagine simbolica che suscita l’allegria, la gratitudine e il rispetto dei frutti della terra, di cui si comporranno i migliori piatti sulle nostre tavole. Lo stesso rispetto con cui il fotografo tratta magistralmente i soggetti food nelle sue fotografie.
L’ispirazione sono stati sicuramente gli innumerevoli mercati visitati negli anni (il Mercato Orientale di Genova, Porta Palazzo a Torino, la Boqueria di Barcellona, San Miguel di Madrid, Cours Saleya di Nizza, Marché Provençal di Antibes, Beauvau a Parigi, Borough a Londra, Komsomolsky di Ekaterinburg, Farmer’s Market di Little Italy San Diego, solo per citarne alcuni). Da queste esperienze di vita e di viaggio, ne deriva una grande sensibilità per i temi della sostenibilità gastronomica e dell’alimentazione del futuro.
L’esposizione raccoglie i contributi di vari progetti realizzati nel tempo: rawmaterial del 2016, che ritrae gli ingredienti su una superficie retroilluminata per raccontare diverse preparazioni e ricette; magnifyseed del 2023 sono degli all over dedicati al mondo dell’infinitesimamente piccolo, in questa sede sono presentate due varietà di legumi, i fagioli Lima e i Caparrón, di cui è possibile cogliere la particolare impronta grafica; vegetablestudy del 2020-2022 è una ricerca sul colore degli ortaggi che non viene immediatamente percepito attraverso il color picking, gli scatti sono realizzati su fondi vividi che oggi definiremmo pop e che ci ricordano il lavoro di Andy Warhol sulle icone nell’epoca dei consumi e del materialismo della società moderna.
L’opera singola Mon petit chou appartiene al progetto flowers del 2024, anno in cui il fotografo lavora con la stessa tecnica anche a una serie di scatti still life a fondo nero per una nota società automobilistica, di cui l’immagine costituisce una chiara citazione della pittura olandese e fiamminga. Il titolo gioca sul senso figurato della parola chou, o verza, che in francese viene utilizzata anche come appellativo affettuoso, qui trasferito al soggetto stesso.
Trova spazio anche un’opera del progetto stereoscopicfood del 2018, dal titolo Fall, appartenente a un ciclo dedicato alle quattro stagioni e rappresenta l’autunno. La fruizione dell’immagine richiede l’utilizzo degli occhiali 3D stereoscopici, per offrire al visitatore l’esperienza di una visione tridimensionale della frutta e della verdura che sembrano fluttuare sospese, come in un sogno.
Le nature morte di Roberto Savio non sono il simbolo della caducità della vita, bensì l’invito a guardare il mondo con altri occhi, pieni di stupore di fronte alla bellezza del mondo naturale; in questo senso, la fotografia è l’occasione di avvio del processo conoscitivo, che non ha mai fine, come potenzialmente infiniti sono gli oggetti su cui lo sguardo e l’obiettivo dell’artista si posano.
La mostra sarà aperta dal 17 ottobre al 15 novembre 2025
Dal mercoledì al venerdì, dalle 9.00 alle 15.00, sabato dalle 9.00 alle 22.00.
Inaugurazione venerdì 17 ottobre, alle 18.30.
Sarà presente l’Autore Roberto Savio e la curatrice Alessandra Azzolini.
In occasione della ventesima edizione di Fotografia Europea (Reggio Emilia, 24 aprile – 8 giugno 2025) intitolata “Avere vent’anni”, presento un progetto fotografico orientato a rappresentare uno dei maggiori privilegi di chi vive i suoi vent’anni: immaginare il proprio futuro.
Lontano dalle narrazioni della condizione giovanile occidentale contemporanea, che potrebbero facilmente volgere verso atmosfere pessimiste, le immagini fanno emergere il sentimento positivo della speranza, che accomuna, al netto delle singole situazioni di vita, tutti i giovani di questa età, oggi, e da sempre, problematica, ma ricca di opportunità.
Ho coinvolto dodici ragazze e ragazzi e li ho portati a ragionare sul futuro, sulla base delle loro attuali qualità e valori. Queste loro visioni hanno determinato l’ambito compositivo artistico in cui sono stati ritratti fotograficamente, per ottenere un’immagine identificativa della loro persona nel 2045.
L’entusiasmo riscontrato nei giovani coinvolti e la loro partecipazione narrativa, mi portano a considerare “Avere 20 anni tra 20 anni” un progetto che immagino di poter ulteriormente sviluppare nel prossimo futuro.
di Alessandra Azzolini
L’ultimo lavoro di Roberto Savio è dedicato al rapporto tra immagine, percezione e immaginazione, in un’indagine che esplora il ritratto dei ventenni di oggi, con l’intento di delineare una visione positiva del futuro attraverso la propria ricerca di identità, che è per definizione in divenire. La fotografia, da sempre medium privilegiato a cui affidare la nostra memoria, in questo caso si fa veicolo di prefigurazione, una sorta di “capsula del tempo”, come la definisce l’autore, che permette ai protagonisti di immaginarsi nel 2045.
12 opere a colori in formato 30×60 cm sono presentate in mostra, si tratta di fotografie stampate fine art su carta glossy, coperte da un vetro opaco, che le trasforma in icone sfocate, inaccessibili nella loro pienezza, proprio come il futuro. Questo gesto artistico sottolinea l’incertezza del tempo a venire, ma al contempo incoraggia lo spettatore a superare la barriera visiva, per interrogarsi su quale sforzo immaginativo comporti proiettarsi in avanti, oltre il proprio tempo. Senza la fiducia nel futuro, l’operazione è impossibile. Nell’immagine, che richiede al fruitore di allontanarsi e di avvicinarsi come di fronte a una grande opera, per fissarla quanto più possibile secondo il processo fisiologico di accomodazione ottica che consente la messa a fuoco, si colgono le suggestioni percettive: vivaci macchie di colore lungo un viale, atmosfere diurne luminose e vaghe atmosfere notturne, i bagliori del sole tra i rami di un bosco, le volte auree di un’architettura, la presenza di elementi che trasportano il soggetto in un altrove a volte lontanissimo. Al fotografo va il grande merito di essersi messo in ascolto degli adulti di domani, di aver dato voce ai loro desiderata, nel definire lo stile e l’ambientazione in cui comparire in questo ritratto che ricorderanno per sempre e che, in qualche modo, si fa archetipico.
Avere 20 anni tra 20 anni è un progetto che, nella sua apparente immediatezza, nasconde una complessità filosofica, dichiarata dalla scritta “Aprire nel 2045”, che sigilla idealmente il quadro e fa parte essa stessa dell’opera. Questo intervento lo avvicina a molte esperienze dell’arte contemporanea, che colgono il soggetto nella sua impermanenza fisica, psicologica ed esistenziale, e utilizzano lo sfocato e lo sfaldarsi della figura umana come metafora della distanza e della natura enigmatica dell’immagine stessa.
L’uso della fotografia come indagine predittiva del futuro è supportata anche dall’AI, usata nella composizione fotografica per le ambientazioni, e rappresenta un contributo originale nel panorama della fotografia contemporanea, capace di coniugare estetica e riflessione concettuale in un’opera che non solo documenta, ma soprattutto ispira, infonde fiducia e da forma a qualcosa – un mondo – che ancora non esiste.
È confortante osservare nelle parole dei soggetti che accompagnano le fotografie in mostra come la sensibilità sia considerata in vari modi un valore per tutti, non una debolezza, come accade spesso nel senso comune contemporaneo, ma una forza poetica (da Póiesis, nella definizione platonica) capace di plasmare giorno dopo giorno l’ambiente circostante, per un domani più umano e conforme al proprio modo di essere, di sentire e di abitare il mondo.
Avere vent’anni tra vent’anni:
il progetto fotografico di Roberto Savio,
a cura di Alessandra Azzolini
L’iniziativa che ha coinvolto 12 ventenni è ospitata all’interno del Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro, a Reggio Emilia, dal 24 aprile al 10 maggio, nel circuito OFF di Fotografia Europea 2025. Con il contributo di Laminati Cavanna, CPR Centro Parmense Riabilitativo, Dental Salus, Il Restauro di Ilenia Nicoli, Montecolino divisione Topcolor, Fowa, Polaroid e Lumix, in collaborazione con Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro e Analogic Friends.
REGGIO EMILIA (22 APRILE 2025) – “Quale aspetto della tua vita attuale ti rende ottimista pensando al tuo futuro?”, è la domanda che è stata posta dal fotografo ai dodici ventenni coinvolti: Ada (24 anni), Alessandro (24 anni), Alice (28 anni), Alvaro (24 anni), Filippo (22 anni), Giampaolo (27 anni), Leonardo (24 anni), Lucia (24 anni), Martina (26 anni), Matteo (22 anni), Valentina (26 anni) e Veronica (20 anni).
Avere vent’anni tra vent’anni è il titolo del progetto fotografico di Roberto Savio, a cura di Alessandra Azzolini, orientato a rappresentare uno dei maggiori privilegi di chi vive i suoi vent’anni: immaginare il proprio futuro. Lontano dalle narrazioni della condizione giovanile occidentale contemporanea a cui spesso siamo abituati, l’autore fa emergere il sentimento intimo e positivo della speranza, che accomuna tutte le ragazze e tutti i ragazzi di questa età ricca di opportunità. L’ultimo lavoro di Roberto Savio è dedicato al rapporto tra immagine, percezione e immaginazione, in un’indagine che esplora i ritratti dei ventenni di oggi, presentati in occasione della XX Edizione di Fotografia Europea 2025, dal titolo Avere vent’anni, nel circuito OFF, dal 24 aprile al 10 maggio, all’interno del Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro, in via Emilia San Pietro, 44c, a Reggio Emilia.
L’esposizione è aperta da lunedì a sabato, dalle 10 alle 19 (chiuso la domenica), a ingresso gratuito. La fotografia, da sempre medium privilegiato a cui affidare la nostra memoria, in questo progetto si fa veicolo di prefigurazione, una sorta di “capsula del tempo”, come la definisce l’autore, che permette ai protagonisti di immaginarsi nel 2045.
Il progetto è realizzato con il contributo di Laminati Cavanna, CPR Centro Parmense Riabilitativo, Dental Salus, Il Restauro di Ilenia Nicoli, Montecolino divisione Topcolor, Fowa, Polaroid e Lumix, in collaborazione con Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro e Analogic Friends.
12 opere a colori in formato 30×60 cm sono presentate in mostra, si tratta di fotografie stampate fine art su carta glossy, coperte da un vetro opaco, che le trasforma in icone sfocate, inaccessibili nella loro pienezza, proprio come il futuro. Il gesto artistico ideato dal fotografo sottolinea l’incertezza del tempo a venire, ma al contempo incoraggia lo spettatore a superare la barriera visiva, per proiettarsi in avanti, oltre il proprio tempo. L’immagine richiede di allontanarsi e di avvicinarsi come di fronte a una grande opera, per fissarla quanto più possibile secondo il processo fisiologico di accomodazione ottica, che consente la messa a fuoco.
Avere 20 anni tra 20 anni è un progetto che, nella sua apparente immediatezza, nasconde una complessità filosofica dichiarata dalla scritta Aprire nel 2045, che sigilla idealmente il quadro e fa parte essa stessa dell’opera. “Questo intervento lo avvicina a molte esperienze dell’arte contemporanea, che colgono il soggetto nella sua impermanenza fisica, psicologica ed esistenziale, e utilizzano lo sfocato e lo sfaldarsi della figura umana come metafora della distanza e della natura enigmatica dell’immagine stessa – dice Azzolini – Al fotografo va il grande merito di essersi messo in ascolto dei giovani adulti, di aver dato voce ai loro desiderata, nel definire lo stile e l’ambientazione in cui comparire in questo ritratto che ricorderanno per sempre”.
L’uso della fotografia come indagine predittiva del futuro è supportata anche dall’AI, usata nella composizione fotografica per la generazione delle ambientazioni, e rappresenta un contributo originale nel panorama della fotografia contemporanea, capace di coniugare estetica e riflessione concettuale in un’opera che non solo documenta, ma soprattutto ispira, infonde fiducia e da forma a qualcosa – un mondo – che ancora non esiste.
Per informazioni: https://www.robertosavio.photography/press_room/ – www.analogicfriends.com
Biografia del fotografo Roberto Savio
Roberto Savio è un fotografo professionista e direttore creativo, con un’esperienza che spazia dalla comunicazione pubblicitaria alla fotografia artistica e commerciale. Nato a Genova, nel 1961, inizia la sua carriera nel settore della comunicazione aziendale, dove sviluppa competenze nell’ambito di campagne strategiche e di progetti multimediali. La fotografia è sempre stata il suo motore creativo. Dal 2009 la sua attività si concentra nel settore food creando strategie e contenuti fotografici per campagne di comunicazione, pubblicazioni internazionali e prodotti editoriali. Parallelamente, porta avanti ricerche artistiche in diversi ambiti, esplorando il rapporto tra materia, ambiente e trasformazione attraverso il food design. Le sue opere sono state premiate in concorsi prestigiosi come il Communication Arts Photography Annual e il Pink Lady Food Photographer of the Year, ed esposte in luoghi iconici come il Louvre e The Mall Galleries di Londra. Per Fotografia Europea, ha esposto nel 2015 il progetto dedicato al mercato Contadino di Piazza Fontanesi a Reggio Emilia e nel 2023 il progetto f53 Visioni sul futuro del cibo, al Teatro Sociale di Luzzara, in collaborazione con il Centro Culturale Zavattini. È ideatore dell’iniziativa culturale, curatoriale e produttiva Analogic Friends, nata per valorizzare gli apparecchi fotografici e per diffondere l’interesse sulla fotografia analogica. Insegna fotografia presso scuole e accademie, condividendo la sua esperienza con nuovi talenti.
A cura di
Alessandra Azzolini per Analogic Friends
Periodo
24 aprile – 10 maggio 2025
Luogo
Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro, Via Emilia San Pietro 44/C Reggio Emilia
Orario
dalle 10.00 alle 19.00 aperto il week end inaugurale (24-25-26-27 aprile), chiuso le domeniche
La mostra sarà aperta dal 24 aprile al 10 maggio 2025 (tranne il 1° maggio).
Orario 10:00 – 19:00
L’autore Roberto Savio sarà presente nel week end di apertura (24-25-26-27 aprile) e nelle giornate di:
L’autore è disponibile anche nelle altre giornate su appuntamento, in seguito alle registrazioni pervenute su Eventbrite

Quale aspetto della tua vita ti rende ottimista pensando al tuo futuro?
mostra fotografica
di Roberto Savio
a cura di Alessandra Azzolini
24 aprile - 10 maggio 2025
Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro,
Reggio Emilia
In occasione della ventesima edizione di Fotografia Europea (Reggio Emilia, 24 aprile – 8 giugno 2025) intitolata “Avere vent’anni”, presento un progetto fotografico orientato a rappresentare uno dei maggiori privilegi di chi vive i suoi vent’anni: immaginare il proprio futuro.
Lontano dalle narrazioni della condizione giovanile occidentale contemporanea, che potrebbero facilmente volgere verso atmosfere pessimiste, le immagini fanno emergere il sentimento positivo della speranza, che accomuna, al netto delle singole situazioni di vita, tutti i giovani di questa età, oggi, e da sempre, problematica, ma ricca di opportunità.
Ho coinvolto dodici ragazze e ragazzi e li ho portati a ragionare sul futuro, sulla base delle loro attuali qualità e valori. Queste loro visioni hanno determinato l’ambito compositivo artistico in cui sono stati ritratti fotograficamente, per ottenere un’immagine identificativa della loro persona nel 2045.
L’entusiasmo riscontrato nei giovani coinvolti e la loro partecipazione narrativa, mi portano a considerare “Avere 20 anni tra 20 anni” un progetto che immagino di poter ulteriormente sviluppare nel prossimo futuro.
di Alessandra Azzolini
L’ultimo lavoro di Roberto Savio è dedicato al rapporto tra immagine, percezione e immaginazione, in un’indagine che esplora il ritratto dei ventenni di oggi, con l’intento di delineare una visione positiva del futuro attraverso la propria ricerca di identità, che è per definizione in divenire. La fotografia, da sempre medium privilegiato a cui affidare la nostra memoria, in questo caso si fa veicolo di prefigurazione, una sorta di “capsula del tempo”, come la definisce l’autore, che permette ai protagonisti di immaginarsi nel 2045.
12 opere a colori in formato 30×60 cm sono presentate in mostra, si tratta di fotografie stampate fine art su carta glossy, coperte da un vetro opaco, che le trasforma in icone sfocate, inaccessibili nella loro pienezza, proprio come il futuro. Questo gesto artistico sottolinea l’incertezza del tempo a venire, ma al contempo incoraggia lo spettatore a superare la barriera visiva, per interrogarsi su quale sforzo immaginativo comporti proiettarsi in avanti, oltre il proprio tempo. Senza la fiducia nel futuro, l’operazione è impossibile. Nell’immagine, che richiede al fruitore di allontanarsi e di avvicinarsi come di fronte a una grande opera, per fissarla quanto più possibile secondo il processo fisiologico di accomodazione ottica che consente la messa a fuoco, si colgono le suggestioni percettive: vivaci macchie di colore lungo un viale, atmosfere diurne luminose e vaghe atmosfere notturne, i bagliori del sole tra i rami di un bosco, le volte auree di un’architettura, la presenza di elementi che trasportano il soggetto in un altrove a volte lontanissimo. Al fotografo va il grande merito di essersi messo in ascolto degli adulti di domani, di aver dato voce ai loro desiderata, nel definire lo stile e l’ambientazione in cui comparire in questo ritratto che ricorderanno per sempre e che, in qualche modo, si fa archetipico.
Avere 20 anni tra 20 anni è un progetto che, nella sua apparente immediatezza, nasconde una complessità filosofica, dichiarata dalla scritta “Aprire nel 2045”, che sigilla idealmente il quadro e fa parte essa stessa dell’opera. Questo intervento lo avvicina a molte esperienze dell’arte contemporanea, che colgono il soggetto nella sua impermanenza fisica, psicologica ed esistenziale, e utilizzano lo sfocato e lo sfaldarsi della figura umana come metafora della distanza e della natura enigmatica dell’immagine stessa.
L’uso della fotografia come indagine predittiva del futuro è supportata anche dall’AI, usata nella composizione fotografica per le ambientazioni, e rappresenta un contributo originale nel panorama della fotografia contemporanea, capace di coniugare estetica e riflessione concettuale in un’opera che non solo documenta, ma soprattutto ispira, infonde fiducia e da forma a qualcosa – un mondo – che ancora non esiste.
È confortante osservare nelle parole dei soggetti che accompagnano le fotografie in mostra come la sensibilità sia considerata in vari modi un valore per tutti, non una debolezza, come accade spesso nel senso comune contemporaneo, ma una forza poetica (da Póiesis, nella definizione platonica) capace di plasmare giorno dopo giorno l’ambiente circostante, per un domani più umano e conforme al proprio modo di essere, di sentire e di abitare il mondo.
Avere vent’anni tra vent’anni:
il progetto fotografico di Roberto Savio,
a cura di Alessandra Azzolini
L’iniziativa che ha coinvolto 12 ventenni è ospitata all’interno del Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro, a Reggio Emilia, dal 24 aprile al 10 maggio, nel circuito OFF di Fotografia Europea 2025. Con il contributo di Laminati Cavanna, CPR Centro Parmense Riabilitativo, Dental Salus, Il Restauro di Ilenia Nicoli, Montecolino divisione Topcolor, Fowa, Polaroid e Lumix, in collaborazione con Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro e Analogic Friends.
REGGIO EMILIA (22 APRILE 2025) – “Quale aspetto della tua vita attuale ti rende ottimista pensando al tuo futuro?”, è la domanda che è stata posta dal fotografo ai dodici ventenni coinvolti: Ada (24 anni), Alessandro (24 anni), Alice (28 anni), Alvaro (24 anni), Filippo (22 anni), Giampaolo (27 anni), Leonardo (24 anni), Lucia (24 anni), Martina (26 anni), Matteo (22 anni), Valentina (26 anni) e Veronica (20 anni).
Avere vent’anni tra vent’anni è il titolo del progetto fotografico di Roberto Savio, a cura di Alessandra Azzolini, orientato a rappresentare uno dei maggiori privilegi di chi vive i suoi vent’anni: immaginare il proprio futuro. Lontano dalle narrazioni della condizione giovanile occidentale contemporanea a cui spesso siamo abituati, l’autore fa emergere il sentimento intimo e positivo della speranza, che accomuna tutte le ragazze e tutti i ragazzi di questa età ricca di opportunità. L’ultimo lavoro di Roberto Savio è dedicato al rapporto tra immagine, percezione e immaginazione, in un’indagine che esplora i ritratti dei ventenni di oggi, presentati in occasione della XX Edizione di Fotografia Europea 2025, dal titolo Avere vent’anni, nel circuito OFF, dal 24 aprile al 10 maggio, all’interno del Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro, in via Emilia San Pietro, 44c, a Reggio Emilia.
L’esposizione è aperta da lunedì a sabato, dalle 10 alle 19 (chiuso la domenica), a ingresso gratuito. La fotografia, da sempre medium privilegiato a cui affidare la nostra memoria, in questo progetto si fa veicolo di prefigurazione, una sorta di “capsula del tempo”, come la definisce l’autore, che permette ai protagonisti di immaginarsi nel 2045.
Il progetto è realizzato con il contributo di Laminati Cavanna, CPR Centro Parmense Riabilitativo, Dental Salus, Il Restauro di Ilenia Nicoli, Montecolino divisione Topcolor, Fowa, Polaroid e Lumix, in collaborazione con Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro e Analogic Friends.
12 opere a colori in formato 30×60 cm sono presentate in mostra, si tratta di fotografie stampate fine art su carta glossy, coperte da un vetro opaco, che le trasforma in icone sfocate, inaccessibili nella loro pienezza, proprio come il futuro. Il gesto artistico ideato dal fotografo sottolinea l’incertezza del tempo a venire, ma al contempo incoraggia lo spettatore a superare la barriera visiva, per proiettarsi in avanti, oltre il proprio tempo. L’immagine richiede di allontanarsi e di avvicinarsi come di fronte a una grande opera, per fissarla quanto più possibile secondo il processo fisiologico di accomodazione ottica, che consente la messa a fuoco.
Avere 20 anni tra 20 anni è un progetto che, nella sua apparente immediatezza, nasconde una complessità filosofica dichiarata dalla scritta Aprire nel 2045, che sigilla idealmente il quadro e fa parte essa stessa dell’opera. “Questo intervento lo avvicina a molte esperienze dell’arte contemporanea, che colgono il soggetto nella sua impermanenza fisica, psicologica ed esistenziale, e utilizzano lo sfocato e lo sfaldarsi della figura umana come metafora della distanza e della natura enigmatica dell’immagine stessa – dice Azzolini – Al fotografo va il grande merito di essersi messo in ascolto dei giovani adulti, di aver dato voce ai loro desiderata, nel definire lo stile e l’ambientazione in cui comparire in questo ritratto che ricorderanno per sempre”.
L’uso della fotografia come indagine predittiva del futuro è supportata anche dall’AI, usata nella composizione fotografica per la generazione delle ambientazioni, e rappresenta un contributo originale nel panorama della fotografia contemporanea, capace di coniugare estetica e riflessione concettuale in un’opera che non solo documenta, ma soprattutto ispira, infonde fiducia e da forma a qualcosa – un mondo – che ancora non esiste.
Per informazioni: https://www.robertosavio.photography/press_room/ – www.analogicfriends.com
Biografia del fotografo Roberto Savio
Roberto Savio è un fotografo professionista e direttore creativo, con un’esperienza che spazia dalla comunicazione pubblicitaria alla fotografia artistica e commerciale. Nato a Genova, nel 1961, inizia la sua carriera nel settore della comunicazione aziendale, dove sviluppa competenze nell’ambito di campagne strategiche e di progetti multimediali. La fotografia è sempre stata il suo motore creativo. Dal 2009 la sua attività si concentra nel settore food creando strategie e contenuti fotografici per campagne di comunicazione, pubblicazioni internazionali e prodotti editoriali. Parallelamente, porta avanti ricerche artistiche in diversi ambiti, esplorando il rapporto tra materia, ambiente e trasformazione attraverso il food design. Le sue opere sono state premiate in concorsi prestigiosi come il Communication Arts Photography Annual e il Pink Lady Food Photographer of the Year, ed esposte in luoghi iconici come il Louvre e The Mall Galleries di Londra. Per Fotografia Europea, ha esposto nel 2015 il progetto dedicato al mercato Contadino di Piazza Fontanesi a Reggio Emilia e nel 2023 il progetto f53 Visioni sul futuro del cibo, al Teatro Sociale di Luzzara, in collaborazione con il Centro Culturale Zavattini. È ideatore dell’iniziativa culturale, curatoriale e produttiva Analogic Friends, nata per valorizzare gli apparecchi fotografici e per diffondere l’interesse sulla fotografia analogica. Insegna fotografia presso scuole e accademie, condividendo la sua esperienza con nuovi talenti.
A cura di
Alessandra Azzolini per Analogic Friends
Periodo
24 aprile – 10 maggio 2025
Luogo
Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro, Via Emilia San Pietro 44/C Reggio Emilia
Orario
dalle 10.00 alle 19.00 aperto il week end inaugurale (24-25-26-27 aprile), chiuso le domeniche
La mostra sarà aperta dal 24 aprile al 10 maggio 2025 (tranne il 1° maggio).
Orario 10:00 – 19:00
L’autore Roberto Savio sarà presente nel week end di apertura (24-25-26-27 aprile) e nelle giornate di:
L’autore è disponibile anche nelle altre giornate su appuntamento, in seguito alle registrazioni pervenute su Eventbrite
Con il contributo di:
In collaborazione con:

the design of the 3D printed pasta
press days<bri
25-27 giugno 2024
Academia Barilla, Parma

the design of the 3D printed pasta
Incontro con gli Autori<bri
28 novembre 2024
la Feltrinelli, Parma
<<THE USUAL BUT BETTER>>
The design of the 3D printed pasta
Il Coffee Table Book firmato BluRhapsody dedicato alla pasta.
Spunti, riflessioni, approfondimenti, immagini
a raccontare di come la pasta
sia un argomento che esonda da predefinite gabbie definitorie e
invade territori inattesi.
BluRhapsody, il brand visionario che crea pasta stampata in 3D, presenta “THE USUAL BUT BETTER The design of the 3D printed pasta”.
Un’opera di approfondimento sul tema pasta che si impone per la sua accattivante ricchezza iconografica e si distingue per i suoi poliedrici contenuti.
Un Coffee Table Book, di grande appeal visivo, che offre una piattaforma di conversazione stratificata, multiforme e decisamente inusuale intorno all’argomento. Perché il progetto pasta in qualche modo ha a che fare con il progettare il futuro. È un’evoluzione continua e aperta che si intreccia con tutto ciò che ci circonda – dal punto di vista culturale, sociale, economico, personale, salutistico, ecologico – traendone forza e ispirazione e nello stesso tempo inducendone il cambiamento.
A raccontarla con parole e immagini il fotografo Roberto Savio (responsabile anche della redazione creativa), a sviscerarne le interconnessioni con il mondo Stefano Maffei, a tratteggiare la storia della pasta Antonella Campanili, a sondare il mercato e le sue opportunità Carlo Spinelli.
Michela Petronio, Antonio Gagliardi e Valentina Parravicini, ai lettori più evoluti e affamati di cultura, svelano invece le varie sfaccettature del business BluRhapsody tra creatività, design, tecnologia, produzione e marketing.
La chef Beatrice Buzzi infine ci conduce alla scoperta del lato più gastronomico della pasta, ovvero della sua interpretazione nelle cucine di casa e in quelle di grandi chef.
È sempre lei che firma i piatti scattati da Roberto Savio della sezione “Le forme 3D in tavola”. 30 immagini straordinarie, senza dubbio avvincenti, di grande potenza narrativa, dall’esuberanza cromatica unita a un’estrema pulizia formale capaci di esaltare la costruzione della ricetta dal punto di vista del design e offrire suggestioni concettuali.
Un QR code rimanda alle ricette e ai loro ingredienti.
A conclusione una dovuta disgressione su “Il cibo del futuro”. A interrogarsi su “Cosa metteremo in tavola tra trent’anni? Come cucineremo i nostri piatti? Come saranno le nostre cucine?” torna Savio con il suo progetto fotografico site specific ‘f53 Visioni sul futuro del cibo’. È convinto, siamo convinti che la pasta 3D fornisca gli elementi per iniziare a creare un immaginario più concreto sulla cucina casalinga di domani, e non solo. “Credo che gli ingredienti e le tecniche innovative non siano solo una tendenza passeggera, ma piuttosto il trampolino di lancio per un modo più sostenibile, più consapevole e più intelligente di nutrirci”
“THE USUAL BUT BETTER The design of the 3D printed pasta” è un’opera XL stampata in edizione limitata in 1000 copie in italiano e 500 in inglese.
Un volume da collezione, da esibire ma soprattutto da divorare, sfogliare, leggere e rileggere, guardare e condividere.
Un tributo all’arte di fare la pasta e di saperla continuamente reinventare.
Prezzo al pubblico 65 euro
Lo trovi qui:
Scheda tecnica
“THE USUAL, BUT BETTER The design of the 3D printed pasta”
Formato cm 23,5×33
Confezione con taglio al vivo e brossura cucita
Copertina in cartone con rivestimento in carta Fedrigoni Materica Gesso da 120 gr/mq, stampata a 4 colori con verniciatura UV (foto) e impressione con oro a caldo (titolo e payoff).
200 pagine
64 fotografie
L’opera è certificata “ClimatePartner”: è stato compensato l’impatto (carbon footprint) per la sua produzione, con l’acquisto e lo scambio di quote di emissione finanziando al contempo eco-progetti a livello internazionale.
Lo stampatore è certificato FSC (utilizzo di materiali sostenibili) e tutti i suoi impianti e macchinari sono alimentati esclusivamente con energia proveniente da fonti rinnovabili.
Responsabile editoriale: Valentina Parravicini, BluRhapsody
Testi: Stefano Maffei, Antonella Campanini, Carlo Spinelli, Michela Petronio, Antonio Gagliardi, Valentina Parravicini, Beatrice Guzzi, Roberto Savio
Direzione creativa e fotografie: Roberto Savio, robertosavio.it
Food design: Beatrice Guzzi, Roberto Savio
Editing e curatela artistica: Alessandra Azzolini, analogicfriends.it
Coordinamento editoriale: Laura Savio
Graphic design: Claudia Agusto
Graphic design e pre-press: Fabio Rodda
LE PERSONE di
“THE USUAL BUT BETTER The design of the 3D printed pasta”
Stefano Maffei, Direttore Master Design for Food, Poli.design Professore Scuola del Design, Politecnico di Milano
Antonella Campanini, Storica dell’alimentazione, Università di Bologna
Carlo Spinelli, Scrittore e divulgatore gastronomico
Michela Petronio, RD Technology, Process, Packaging Research and Laboratories Director, Barilla
Antonio Gagliardi, Responsabile Design & Technology BluRhapsody
Valentina Parravicini, Responsabile Marketing & Business Development BluRhapsody
Beatrice Guzzi, Gastronoma e Chef Barilla
Roberto Savio, Fotografo e Food Designer
INDICE
La pasta si intreccia con il mondo Il Design for Food come sistema di innovazione aperta
Stefano Maffei
Una storia della pasta Antonella Campanini
Il mercato Esigenze di consumo e opportunità gastronomiche Carlo Spinelli
BluRhapsody Start up o spin off? Michela Petronio
Le forme della pasta 3D: creatività, progetto e produzione Antonio Gagliardi
L’arte di reinventare la pasta Valentina Parravicini
Interpretare la pasta in cucina Beatrice Guzzi
Le forme 3D in tavola Beatrice Guzzi
Visioni sul futuro del cibo Roberto Savio

the design of the 3D printed pasta
anteprima fotografica
di Roberto Savio
a cura di Alessandra Azzolini
9-12 maggio 2024
Spazio PLINIUS,
Strada XXII Luglio 44, Parma
In previsione della pubblicazione del libro “THE USUAL BUT BETTER The design of the 3D printed pasta”, da parte di BluRhapsody by Barilla, l’autore delle immagini fotografiche, Roberto Savio, ha deciso di anticiparne i temi visivi con una mostra in cui sono esposte una selezione di immagini still life che esaltano l’impiego dei nuovi formati di pasta in cucina e valorizzano la versatilità del prodotto, modellato e adattato alle esigenze di experience gastronomica contemporanee e future, pur mantenendo una connessione con le sue radici storiche e culturali.
La mostra sarà allestita nella seconda settimana di maggio 2024, in concomitanza con Cibus (7-10 maggio) e Salone del Libro Torino (9-13 maggio) e in particolare nei giorni:
mercoledì 8 maggio, orario 18:00 – 21:00, soft opening su invito, riservato agli operatori del settore e alla stampa
giovedì 9 maggio, orario 18:00 – 21:00, vernissage
venerdì 10 maggio, orario 18:00 – 21:00
sabato 11 maggio, orario 10:00 – 12:30 e 16:30 – 21:00
domenica 12 maggio, orario 10:00 – 12:30
Durante gli orari di apertura sarà sempre presente l’autore Roberto Savio, disponibile anche per aperture straordinarie su richiesta.
Alla manifattura alimentare è connaturata una certa dualità di concetti che sono in stretta interrelazione tra di loro e coesistono: ad esempio, oggetto naturale e oggetto artificiale. L’argomento si inserisce in una più ampia questione ecologica e il dibattito sulla techne, affrontato in molteplici trattazioni storico-filosofiche, assume oggi un sapore nuovo e ci dice qualcosa in più sull’articolarsi stesso del rapporto tra l’uomo, la natura e quello che nella contemporaneità viene definito design.
BluRhapsody by Barilla, start up dedicata alla stampa della pasta 3D, è uno dei luoghi in cui questa meraviglia si manifesta in modo doppio: da un lato nella naturalità della materia prima (ovvero la semola, l’acqua e il sale) e dall’altro nella creatività della forma (ovvero la “nuova” pasta), attraverso l’intervento del design e della tecnologia della manifattura 3D che la trasforma.
Il focus è la forma della pasta, manufatto realizzato dall’uomo a partire dalla spiga di grano e portato in tavola per nutrire nei secoli intere popolazioni.
Il progetto fotografico di Roberto Savio illumina questi piccoli capolavori di artigianato digitale di una luce calda, che ne esalta le caratteristiche: la forma tridimensionale, che fa di ogni pezzo una scultura; il colore, che varia dal giallo con cui identifichiamo idealmente la pasta, all’arancione, al verde, al blu, fino al nero ampliando la gamma cromatica a tinte un tempo considerate non riferibili agli alimenti commestibili; la texture, che riproduce con fare mimetico le trame organiche degli oggetti biomorfi.
Nella selezione operata sull’intero corpus di circa sessanta immagini di cui è costituito il libro “THE USUAL BUT BETTER The design of the 3D printed pasta”, si possono distinguere gli still life a fondo nero dei singoli formati di pasta, magnificati dalla rappresentazione come forme totemiche e generative con l’immagine riflessa sul piano d’appoggio, che allude al suo doppio e al rapporto tra l’oggetto e la cosa in sè. Primo tra tutti l’uovo (Ovo BluRhapsody®), simbolo stesso della cucina e della perfezione del design, laddove il tuorlo è al centro delle sperimentazioni degli chef e degli artisti che vi riconducono l’origine di tutte le cose. Tra gli altri, il riccio di mare blu (SeaUrchin BluRhapsody®), che a seguito di una personalizzazione richiesta dall’autore, grazie all’utilizzo della parte antiossidante dell’alga spirulina, fa sì che il colore dell’oceano si trasferisca al colore della pasta, elevando l’atto del mangiare a un atto di immaginazione e di arte totale.
Le ricette della Chef Beatrice Guzzi, fotografate su fondo bianco a quarantacinque gradi, sono paesaggi, divertissement, forme fluttuanti, frutto di un progetto di food design che ha tenuto in considerazioni vari fattori, dalla valorizzazione della materia prima all’enfatizzazione della mise en plat. Alcune immagini sono ottenute per reiterazione dello stesso oggetto, altre per composizioni più complesse, che mettono uno a parte di una moltitudine, valorizzando il singolo nel suo ecosistema di riferimento. Lo stesso formato di pasta piramidale (Vortipa BluRhapsody®) compare sia in un bosco verde di abeti, dove i cavolfiori, il cavolo nero e i cavolini di Bruxelles sono i cespugli, sia nella simulazione dell’esistenza di una lampadina, immagine costruita a struttura centrale, metafora di un’idea dolce come un ananas maturo. Il portato immaginifico di questi piatti è forte e ci conduce in una dimensione altra, alle volte famigliare come lo è un cestino da pic-nic in primavera (Salix BluRhapsody®), alle volte sognante come le zucche fluttuanti, ricordo di un desiderio che non finisce a mezzanotte (Pumpkin BluRhapsody®). Le fotografie di Roberto Savio sembrano uscire dalla dimensione culinaria per ripresentarsi in un’altra. Il monocromo arancione è un’opera in cui a un certo punto l’oggetto in sè scompare, non è più pasta, è più di una pasta: The usual but better, per chiosare con il titolo.
Le fotografie di f53 Visioni sul futuro del cibo, di cui fanno parte i due scatti selezionati presenti in mostra, ritraggono i piatti della cucina quotidiana del futuro su fondo nero con impostazione zenitale. Mi piace pensare che a questo tavolo ci potremo sedere tutti, quando la rivoluzione del digitale in cucina non sarà guardata con sospetto dai sostenitori del classico, sarà per tutti e sarà l’alimento ricco di nutrienti preziosi che oggi stiamo pregustando. L’impostazione dello scatto con dischi concentrici che simulano il movimento (Wind BluRhapsody®) è una citazione gioiosa degli anni ’60, in cui queste forme comparivano ovunque nell’interior design, dal tessile per la casa sulle tovaglie, sulle tende della cucina, alle ceramiche colorate su servizi di piatti e da tè. La pasta multicolore sembra veicolare quell’atmosfera, assorbendo tutto il colore che circuita intorno. Questo è solo un esempio della potenzialità di un oggetto che molto ha a che fare con il gusto, inteso non solo come proprietà attinente al palato, ma in senso più generale riferito ad un’epoca.
Cos’è allora il buon gusto, da sempre sinonimo di eleganza, in questo contesto? È riconoscere il valore del design del cibo nella bontà del progetto fotografico, affidato alle capacità tecniche del fotografo e, non ultima, alla sua fantasia. Come in una natura morta contemporanea, il fotografo immortala la bellezza fugace delle nuove forme della pasta.
LE FORME DELLA PASTA
“THE USUAL BUT BETTER: The Design of 3D Printed Pasta” Anteprima fotografica di Roberto Savio,
a cura di Alessandra Azzolini
Una selezione di immagini still life tratte dal libro in pubblicazione da parte di BluRhapsody by Barilla sarà esposta dal 9 al 12 maggio 2024, allo Spazio Plinius, in Strada XXII Luglio, 44 a Parma in una mostra dedicata. L’inaugurazione è prevista per giovedì 9 maggio, alle 18. Un appuntamento con l’arte, la fotografia e il design
PARMA (22 aprile 2024) – In previsione della pubblicazione del libro “THE USUAL BUT BETTER The design of the 3D printed pasta”, da parte di BluRhapsody by Barilla, l’autore delle immagini fotografiche Roberto Savio anticipa i temi visivi con una mostra in cui sono esposte una selezione di fotografie still life che esaltano l’impiego dei nuovi formati di pasta 3D in cucina e valorizzano la versatilità del prodotto, modellato e adattato alle esigenze di experience gastronomica contemporanee e future, pur mantenendo una connessione con le sue radici storiche e culturali.
La mostra, che si terrà dal 9 al 12 maggio 2024, allo Spazio PLINIUS, in Strada XXII Luglio, 44 a Parma, è a cura di Alessandra Azzolini, responsabile anche dell’editing delle immagini del libro che magnificano le forme della pasta. Un appuntamento con l’arte, la fotografia e il design, che avverrà in concomitanza con il Cibus di Parma e il Salone del Libro di Torino. Sarà possibile vistarla nelle giornate di giovedì 9 maggio e venerdì 10 maggio dalle 18 alle 21, sabato 11 maggio dalle 10 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 21, fino a domenica 12 maggio, dalle 10 alle 12.30 (ingresso libero). Negli orari di apertura sarà sempre presente anche l’autore, disponibile anche per aperture straordinarie su richiesta. L’inaugurazione è prevista per giovedì 9 maggio, alle 18.
Tra le fotografie scelte dall’intero corpus di circa settanta immagini di cui è costituito il libro, cinque in formato 50×70 cm fanno parte della serie di trenta immagini relative alle ricette dei piatti studiati e composti dalla Chef a quattro mani con il fotografo che è anche food designer; due in formato 40×50 cm esemplificano alcuni dei fantasiosi formati di pasta 3D negli still life che meglio rappresentano il prodotto e il suo design. Completeranno l’esposizione due fotografie in formato 30×30 cm appartenenti al medesimo libro e tratte dal progetto fotografico di Savio f53 Visioni sul futuro del cibo, allestite in un’installazione specifica “mise en place” sul tavolo presente nel luogo, che lascia immaginare quale potrà essere la nostra esperienza della pasta nel futuro. “Le fotografie di Roberto Savio sembrano uscire dalla dimensione culinaria per ripresentarsi in un’altra. Nell’opera a un certo punto l’oggetto in sè scompare, non è più pasta, è più di una pasta: The usual but better, per chiosare con il titolo del libro”, dice la curatrice Azzolini.
Lo spazio PLINIUS, che ospiterà la mostra, è sede delle attività professionali di Emanuela Avanzini, registrar e studiosa d’arte, situato al piano terra del Palazzo Bergonzi Cerati Boselli, costruzione di fondazione medievale, nobile residenza quattrocentesca della Famiglia Bergonzi, che ancora oggi ne conserva gli aspetti di un illustre e stratificato passato, nel centro della città di Parma. Le opere verranno allestite su eleganti supporti disposti lungo le pareti della stanza dell’antico oratorio dell’edificio del XIX-XV secolo, aperto al pubblico in questa rara occasione, che grazie a un restauro conservativo offre oggi allo spettatore l’opportunità di apprezzarne le caratteristiche architettoniche, in particolare gli affreschi a soffitto e parietali, invitando a un dialogo tra tradizione e innovazione.
Le fotografie, stampate fine art in tiratura limitata su carta fotografica e carta 100% cotone, saranno messe in vendita nelle misure esposte e in altri formati (specifiche e listino su richiesta), corredate dal certificato di autenticità firmato dall’autore.
THE USUAL BUT BETTER
the design of the 3D printed pasta
Anteprima fotografica
di Roberto Savio
a cura di Alessandra Azzolini
9-12 maggio 2024
spazio PLINIUS • Strada XXII Luglio, 44 Parma
Date
La mostra sarà allestita nella seconda settimana di maggio 2024, in concomitanza con Cibus (7-10 maggio) e Salone del Libro Torino (9-13 maggio) e in particolare nei giorni:
mercoledì 8 maggio, orario 18 – 21, soft opening su invito, riservato agli operatori del settore
giovedì 9 maggio, orario 18 – 21, vernissage
venerdì 10 maggio, orario 18 – 21
sabato 11 maggio, orario 10 – 12.30 e 16.30 – 21
domenica 12 maggio, orario 10 – 12.30
Per info:
https://www.robertosavio.photography/press_room/#blurhapsody
Per scaricare il press kit cliccare sul seguente link https://www.dropbox.com/scl/fo/lzwaxobiyhrmf8h11711j/ACyR8evMPMoYHHcK7ueG0k0?rlkey=4zgxzw8h2frnqckm2q08k6vvl&st=jsqxa9db&dl=0
Per l’utilizzo delle immagini si prega di attenersi a quanto indicato nel disclaimer.
Per ogni informazione info@robertosavio.it

di Roberto Savio
a cura di Alessandra Azzolini
in collaborazione con BluRhapsody
Fotografia Europea OFF
13 maggio - 18 giugno 2024
Teatro Sociale Luzzara

Photo Indipendent CA
marzo 2023

Paris, France
novembre 2021
Il fotografo Roberto Savio sarà presente con una sua opera alla terza mostra della Galleria Seeeds dal 18 al 21 novembre a Parigi, in rue de Pastourelle 32, 3è arrondissement.
Il tema in mostra è “Unique et/ou singulier” e le opere presentate hanno come filo conduttore la ricerca dell’emozione di un momento unico, un gusto, uno sguardo, un momento speciale.
Seeds Gallery è la prima galleria dedicata alla food photography. Intende promuovere, sia su stampa che in digitale, il lavoro dei fotografi che trovano nell’ambito food una sorgente di ispirazione.
Un’occasione quindi di riflessione su tematiche inerenti il mondo del cibo, filtrate attraverso la sensibilità e la competenza dei 27 artisti in mostra.
Le opere, in esemplare unico, saranno disponibili alla vendita durante la mostra e online.
“Sono felice di essere presente a questo evento perché credo fermamente che la food photography, ambito al quale dedico una parte importante del mio lavoro fotografico e didattico, debba essere promossa come vera e propria forma d’arte” – sostiene Roberto Savio – “e ringrazio Stéphan Bahic, creatore di Seeeds, per avermi coinvolto in questo progetto in cui credo molto e che sono certo aggiungerà valore al nostro lavoro fotografico quotidiano”.
Roberto Savio presenta l’opera “”Crème caramel avec Zophobas Morio” che fa parte del progetto personale “#entomophagy” che ha come tema l’uso degli insetti nelle preparazioni alimentari.
“Il mio intento è quello di proporre un momento di riflessione sul futuro della nostra alimentazione” – spiega Roberto Savio – “ponendo l’accento allo sviluppo sostenibile legato all’allevamento degli insetti commestibili e al cammino (obbligato?) che verrà intrapreso nei prossimi anni per far fronte alla nutrizione dell’intero pianeta. Le immagini del progetto, al primo sguardo, sono rassicuranti perché raffigurano piatti conosciuti, ma osservando con maggiore attenzione si scopre la presenza di insetti, volontariamente inseriti nella loro forma naturale. Questa scelta artistica è volta a catturare l’attenzione dello spettatore, non solo per stupirlo, ma sopratutto per metterlo di fronte ai propri tabù alimentari con cui tutti noi, prima o poi, dovremo fare i conti”.
Il progetto ha avuto il supporto tecnico di:
Entonote • https://www.entonote.com (consulenza scientifica e gastronomica)
Hasselblad • https://www.hasselblad.com, Broncolor • https://www.broncolor.swiss/broncolor/, Fowa Spa •https://fowa.it, Food Genius Academy •http://www.foodgeniusacademy.com (sponsor tecnici)
F•Paper • https://www.fowa.it/f-paper e Topcolor Dream •https://topcolor.it (carta e stampa fine art)
Livellara Hospitality • https://livellara.com (tableware)
Per informazioni:
https://www.facebook.com/events/212029097680908
www.robertosavio.photography – info@robertosavio.it


Samyang experience, intervista a Roberto Savio - Fotografia still life
(photo and text)

Dal lusso gastronomico all'entomofagia, attraverso il food recycling
(photo and text)

Inserto di La Repubblica
del 10 dicembre 2020
Foto di Roberto Savio, styling Chiara Ricci e ricette di Matteo Torretta, Roberto Di Pinto, Daniele Canzian, Stefano Guizzetti, Viviana Varese.
Roberto Savio vincitore al 61° Photography Annual Competition 2020 di Communication Arts Magazine.
Communication Arts magazine, rivista professionale del mondo della creatività nella comunicazione, ha annunciato i vincitori del suo 61° concorso fotografico annuale.
Una prestigiosa giuria composta da editor, direttori creativi e fotografi ha selezionato 121 progetti scelti fra più di 2500 candidature. Le immagini vincitrici sono state pubblicate nel numero di luglio/agosto 2020 di Communication Arts, sia in edizione cartacea – 25.000 copie – che digitale.
Il fotografo Roberto Savio è stato premiato nella categoria “Institutional”, cioè quella riservata alle immagini fotografiche di progetti di comunicazione corporate.
Le fotografie premiate sono relative al The Food Book di Livellara Hospitality, brand italiano specializzato nella produzione e vendita di tableware, e realizzate in collaborazione con lo chef Franco Aliberti.
“È stata un’opportunità” – spiega Roberto Savio – “godere della piena fiducia del cliente e poter lavorare insieme ad uno chef come Franco Aliberti, con cui c’è da sempre una grande stima e sintonia. Il nostro lavoro ha portato, in modo forse inatteso, alla trasformazione di un catalogo di prodotto in una vera e propria pubblicazione fine art. Sono ovviamente molto felice di questo riconoscimento internazionale che mi gratifica e avvalora la mia ricerca continua nell’ambito della food photography orientata all’arte contemporanea”.
La monografia Photography Annual|61 Communication Arts 2020 è disponibile sul sito Commarts.com e sullo store Amazon.com.
Per informazioni: press@robertosavio.it
comunicato stampa CA: Communication Arts Magazine Announces Winners of its 61st Photography Annual Competition

Inserto di La Repubblica
del 27 maggio 2020
Foto di Roberto Savio, styling Chiara Ricci e ricette di Girls@Work Barbara Panetti e Libera Massa per Food Genius Academy

Diretta Facebook
15 maggio 2020

Diretta Facebook
4 aprile 2020

Diretta Facebook
27 marzo 2020

Food Genius Academy, Milano

Food Genius Academy, Milano
25 gennaio 2020

Firenze, Bologna, Verona,
Udine, Milano

FuoriSalone del Mobile 2019, Milano
Nell’ambito del FuoriSalone del Mobile 2019, FGA ospita nei propri spazi la mostra (food • chef • design • photo) del fotografo Roberto Savio, Hasselblad Ambassador e docente Fowa University e FGA. La mostra è un progetto in continua evoluzione in cui, di volta in volta, prendono posto gli scatti realizzati da Roberto Savio nel corso degli anni e particolarmente inerenti il tema del food design. In questa occasione speciale le immagini di Savio sono accompagnate dagli scatti di alcuni colleghi di fama internazionale come Angelo Ferrillo, max&douglas, entrambi Hasselblad Ambassador e Giorgio Galimberti, Lumix Ambassador.
A queste vengono affiancate le immagini dei partecipanti al “Corso di Food Photography & Design” di FGA tenuto dal fotografo Roberto Savio con il contributo dello chef Matteo Torretta, della food designer Chiara Ricci, del food writer e gastroperfomer Carlo Spinelli alias Doctor Gourmeta e delle food designer Lorenza Negri e Caterina Pinto, artefici del progetto Sublime.
“Sono felice di presentare questa selezione di immagini della mia mostra (food • chef • design • photo)” che dopo Bologna, Lione e Minerbio ora approda a Milano, ma soprattutto” – confida Roberto Savio – “di vederla arricchita dal contributo di professionisti affermati come gli amici Angelo Ferrillo, max&douglas, Giorgio Galimberti, che pur provenendo da ambiti fotografici apparentemente lontani dal mondo della food photography, hanno accettato di portare in visione alcune immagini della loro produzione”.
“Inoltre la presentazione degli scatti degli studenti del corso di Food Photography & Design tenuto da Roberto Savio” – continua Desirée Nardone, direttore della FGA – “consente di presentare al pubblico l’ottimo risultato del lavoro che si svolge all’interno dei nostri corsi. L’intento è sempre quello di condurre gli studenti su un percorso professionale e di crescita personale. La sfida che abbiamo proposto loro è stata proprio quella di riuscire a realizzare degli scatti importanti e adeguati a essere esposti accanto a quelli di fotografi professionisti di rilevanza internazionale. Anche questo evento gode del contributo dei nostri main sponsor Nespresso e Asahi, a cui si sono affiancati gli sponsor tecnici Livellara, Fowa e Topcolor Dream, laboratorio fotografico Fine Art”.
La mostra è composta da 20 immagini ed è visibile, dall’ 8 aprile al 30 maggio, presso la sede FGA in viale Col di Lana 8 a Milano, dal lunedì al sabato, dalle ore 10:00 alle 19:00 .

Hasselblad XCD 4/21: l’ottica virtuosa per la mirrorless svedese
(photo and text)
Dall’8 maggio al 29 settembre la mostra (food • chef • design • photo) sarà ospite dello Chef Mario Ferrara nel suo Ristorante estivo Scaccomatto agli Orti. Della mostra fanno parte anche alcune immagini di piatti dello Chef Mario Ferrara, realizzate da Roberto Savio nel 2013, in occasione della presentazione del libro di Giulia Rossi “Ricette per la vita in società”.
“Sono felice di presentare questa selezione di immagini della mia mostra (food • chef • design • photo)” – conferma Roberto Savio – “che dopo Bologna, Lione, Minerbio e Milano ora ritorna a Bologna in un ambito, diciamo, più privato, che mi consente di riproporre anche gli scatti realizzati per la presentazione del libro degli amici Giulia Rossi e Mario Ferrara. Interpretare con la fotografia un manuale di lifestyle era stato per me un grande spunto per esplorare, ancora una volta, l’ambito del design in ambito food. La mia mostra in fondo è proprio questo, una rappresentazione del mio percorso di ricerca, in continua evoluzione, perché viene arricchita, di volta in volta, da spunti e immagini di nuovi progetti.
Il 23 luglio dalle ore 19 alle 21, Roberto Savio interverrà all’incontro: “Fotografia food: come è cambiata negli ultimi anni e in che cosa si caratterizza?” Sarà l’occasione per parlare di tecnica fotografica e food, grazie anche alla proiezione di alcuni scatti appena realizzati alle materie prime del Podere San Giuliano di Federica Frattini e Andrea Monteguti.
Food Genius Academy e il fotografo Roberto Savio presentano un corso dedicato a IED Milano sul tema “Food photography & design” e rivolto agli iscritti di tutte e quattro le Scuole IED – Design, Moda, Arti Visive e Comunicazione.
Il corso che si svolgerà a maggio e che prevede tre incontri e un esame finale,” – spiega Roberto Savio, Hasselblad Ambassador e docente FGA e Fowa University – “affronta la tematica del Food Design, per la sua parte più strettamente inerente il cibo, dal punto di vista della fotografia, poiché parte dal presupposto che ogni elemento di fotografia food è, contemporaneamente, anche un elemento di Food Design. In questi termini offre quindi agli studenti la possibilità di approfondire la tematica generale accedendo a spazi (le cucine) e a professionalità (cuochi, stilyst, illustratori, social media manager) specifiche del settore food. Il corso ha un approccio visual, teorico quanto basta, ma soprattutto esperienziale e professionalizzante poiché consente di vivere in prima persona tutte le fasi progettuali e realizzative di un incarico di content production”.
“Siamo felici di aver creato questa opportunità per lo IED di Milano” – prosegue Desirée Nardone, direttore di FGA – “e di offrire la nostra esperienza in ambito food ai loro studenti. E’ da sempre un nostro obiettivo proporre percorsi formativi professionalizzanti e con docenti di eccellenza che aggiungono valore all’esperienza didattica”.

Minerbio 2018
Le immagini della mostra appartengono a servizi e progetti fotografici realizzati tra il 2012 e il 2018 e sono state scelte tra quelle maggiormente inerenti il tema del design. Si tratta di scatti effettuati principalmente presso le cucine degli Chef, di cui raccontano la vision gastronomica attraverso quattro filoni narrativi tra loro interconnessi: #rawmaterial, #conceptfood, #piatti degli Chef, #stereoscopicfood

Roberto Savio diventa Hasselblad Ambassador

#rawmaterial: l'ultimo progetto di Roberto Savio

Chef José Avillez
and Chef Alexandre Silva, Lisboa

Lyon (France), 2016
Nell’ambito degli eventi organizzati in occasione della XVI Settimana della Lingua Italiana nel mondo, l’Istituto Italiano di Cultura di Lione ha deciso di proporre al pubblico francese la mostra “food • chef • design • photo” del fotografo italiano Roberto Savio.
La mostra, già presentata a Bologna ad aprile 2016, è composta da 34 scatti fotografici che raccontano la vision gastronomica e di food design di Chef come Davide Scabin, Enrico Crippa, Matteo Baronetto e molti altri.
Si tratta di scatti scelti da servizi fotografici differenti ma legati dal fil rouge del design attraverso quattro filoni narrativi tra loro interconnessi:
#rawmaterial, cioè le materie prime, esposte nello spazio compositivo in modo da mettere in evidenza le forme, i colori, gli spazi di interazione e le gerarchie; una specie di analisi degli elementi disponibili in previsione del concepimento del piatto
#inthemindofthechef, il momento mentale in cui la materia prima non è più tale e il cibo non è ancora cucinato e/o disposto in uno spazio definito. Il fotografo ha cercato di immaginare come poteva presentarsi l’attimo in cui lo chef pensa al legame di sapori, colori, texture e temperature tra i diversi ingredienti e lo ha trasformato in un’immagine reale
#conceptfood, è il filone che rappresenta il cibo pronto per essere consumato, ma in una forma di mise en plat impossibile: qui sono gli
elementi di contorno e la disposizione nella scena a definire il mood gastronomico e a sottolinearne le origini e gli obiettivi.
Fanno parte della mostra anche immagini di piatti finiti, esattamente quelli che il cliente potrebbe trovarsi sul tavolo. L’intento, in questo caso, è quello maggiormente riferibile al design industriale, dove qualsiasi intervento non deve rispondere solo a un criterio di validità estetica e di miglioramento della fruibilità, ma deve anche essere riproducibile.
La mostra sarà visitabile per 15 giorni, a partire dal 19 ottobre 2016, presso VALCUCINE, 27 rue Auguste Comte, Lyon 2e.

2016

The Mall Galleries, London
“Zen coffee” among finalists for the #foodphotoaward16

Carrousel du Louvre, Paris, France
Expo Milano, Italy

OFFIcuCINA
Reggio Emilia, 2015

2015

Bologna, 2014

Trani e Andria, 2014

Bologna, 2014

Venezia, 2014

Genova, 2014

Paris

2012
This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.
By continuing to browse on this website, you accept the use of cookies for the above purposes.