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Dintorni è una collana di libri fotografici costruiti a partire dagli snapshot da me raccolti nel corso degli anni, nelle diverse città in cui ho vissuto: a volte per lunghi periodi, come luoghi di dimora stabile; altre volte per tempi più brevi, durante residenze di lavoro, viaggi o vacanze.
I volumi sono attraversati da uno stile fotografico non omogeneo, se non per la scelta del bianco e nero. Questa varietà nasce dal tempo trascorso tra uno scatto e l’altro e dall’impiego di apparecchi diversi, analogici e digitali: il medio formato Hasselblad, il full frame di Canon, Sony e soprattutto Leica, l’APS-C di Ricoh, fino agli smartphone e alle Polaroid.
In quanto “colpi d’occhio”, queste immagini sono state realizzate con l’apparecchio che avevo con me in quel momento. Anche la diversa qualità degli scatti diventa così parte del racconto: non un limite tecnico, ma una traccia dell’esperienza, della memoria e della narrazione personale che accomuna tutte le opere della collana.
I testi, che interrompono lo scorrere delle immagini senza alcun intento didascalico, ribadiscono il carattere personale dell’opera completandone la narrazione.
Il primo volume riguarda Genova. A questo seguiranno Parigi e Venezia.
Di seguito l’introduzione al volume DINTORNI Genova:
Apnea
Le prime fotografie di Genova che ricordo erano quelle fatte da mio padre e da mia madre con la Zeiss Ikon Colora, che io naturalmente non potevo toccare e che però imitavo usando la borsa pronto, la sua custodia, come fosse un apparecchio fotografico. Poi arrivò la Kodak Instamatic 133, ma sinceramente non ricordo se avessi usato uno dei suoi preziosi fotogrammi per inquadrare la città oppure probabilmente i miei affetti più prossimi: i miei genitori, i miei nonni, mia sorella.
Nei decenni successivi ho continuato a passare molto tempo a Genova, pur non abitandoci più, accumulando ricordi ed esperienze che si sono sedimentati nella memoria e che, in tempi relativamente recenti, ho immaginato di poter portare alla luce attraverso la fotografia: il mio strumento espressivo e di lavoro a cui sono più affezionato e con cui so di poter raccontare storie.
Le inquadrature sono nate così, da una sensazione di familiarità difficile da spiegare: come se quella porzione di città contenesse qualcosa che conoscevo già, ma che in quel momento non potevo ancora a identificare con precisione.
È stata una specie di esplorazione subacquea.
Attraverso la fotografia mi sono immerso nella città e lì ho ritrovato sia i ricordi più evidenti, già organizzati dalla memoria, sia quelli più profondi e frammentati: dettagli, odori, rumori, piccoli episodi, sapori, percorsi fatti centinaia di volte e poi dimenticati. Ed è così che, lentamente, il luogo fotografato ha smesso di essere soltanto uno spazio urbano ed è tornato ad essere un’esperienza vissuta.
Sono tornato molte volte a Genova per fotografare i miei “dintorni”, i miei luoghi preferiti, scattando ogni volta poco, perché questa immersione nei ricordi richiede attenzione e fatica, riuscendo però, negli anni, a recuperare frammenti di esperienze vissute in tempi diversi, che con questo libro ho provato a riportare alla luce, costruendo così un racconto della città inusuale e molto personale.
Roberto Savio
Facciamo nascere insieme la prima edizione di DINTORNI Genova!
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